






Definizione web 2.0
Al di là delle diatribe e delle conferenze, una definizione chiara e precisa, e soprattutto univoca, del termine, non è ancora stata coniata. Ne abbiamo invece diverse, in parte congruenti e in parte discordanti. Riportiamo le più significative:
Robin Good scrive: "Web 2.0 si riferisce alle tecnologie che permettono ai dati di diventare indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. L'informazione può essere suddivisa in unità che viaggiano liberamente da un sito all'altro, spesso in modi che il produttore non aveva previsto o inteso. Questo paradigma del Web 2.0 permette agli utenti di prendere informazioni da diversi siti simultaneamente e di distribuirle sui propri siti per nuovi scopi...." (Robin Good)
Scrive Antonio Sofi: "Il Web 2.0 è un web remixabile, in cui il valore aggiunto è dato dalla possibilità di aggiungere/trasferire/modificare dati e informazioni. Wikipedia è un esempio fatto di parole (ma non solo). Un altro esempio, senza entrare troppo nel tecnico? Le celeberrime Google Maps, le mappe satellitari di Google.
- Un loro uso 1.0 è per trovare la strada quando dobbiamo andare da qualche parte. Funzionano benissimo, ma non sono altro che il repurposing di una logica analogica ad un oggetto digitale. Lo usiamo come una mappa cartacea intelligente. Comunque un bel risparmio di tempo e una garanzia di precisione.
- Un loro uso 2.0, senza usare troppe parole, è quando si possono usare i dati di quelle mappe per creare qualcos'altro.
- Ancora un altro esempio: le mappe comunitarie di Frappr."
La definizione di Richard MacManus è che il Web 2.0 sia una piattaforma: "Per le persone che lavorano in azienda, il web è una piattaforma per gli affari. Per chi si occupa di marketing, il web è una piattaforma per la comunicazione. Per i giornalisti il web è una piattaforma per i nuovi media. Per i tecnici, il web è una piattaforma di sviluppo software e così via."
Luca Mascaro sostiene: "Il web 2.0 non esiste in quanto alternativa al web tradizionale, il web 2.0 è sempre il web tradizionale ma esiste sotto due punti di vista.
- Il web 2.0 rappresenta una serie di modelli stratego/sociali/economici emersi dal fallimento o dal malfunzionamento dei modelli esistenti nel mondo fisico che nella prima fase del web abbiamo tentato di trasporre sul mondo virtuale. In pratica il web 2.0 è l'eccellenza emersa negli 15 anni di esperienza che abbiamo oggi sul web. Ci troviamo dunque a sapere che per esempio i modelli economici pay-per-view non funzionano, come anche che i prodotti web non sono prodotti tipicamente industriali che possiamo migliorare di anno in anno ma sono prodotti che vivono quotidianamente e vanno migliorati giorno per giorno.
- Il web 2.0 è poi una nuova fase storica del web nella quale si sta manifestando il vero potenziale del mezzo per via che la tecnologia è in una fase matura e dunque non è più un problema, gli utenti sono anch'essi maturi e chiedono di più, ed infine abbiamo scoperto i modelli di eccellenza (prima definizione)."
Noi crediamo che, come sostiene in parte anche Luca Mascaro, il Web 2.0 sia una fase storica del web come, concedetemi il paragone, possa essere stato l'Illuminismo per la cultura e la filosofia. All'inizio non si sapeva bene cosa fosse e non c'è stato un avvenimento drastico che ha potuto segnare il momento preciso dell'evoluzione del pensiero dell'uomo ma gradualmente i lumi della nuova epoca di Internet hanno portato delle novità per rendere più usabile il web 1.0 che comunque rimane alla base di Internet.
